Cure palliative: l’ASL di Oristano ripristina il servizio, dopo le proteste.

Non sempre accade, ma stavolta il grido di dolore dell’ Associazione “Komunque Donne odv” è stato ascoltato.

Grazie al Direttore Generale della ASL Angelo Serusi che ha preso un impegno così importante. Grazie a chi lavora con costanza, impegno, professionalità per il bene e la dignità delle persone che soffrono.

Cure palliative: l’ASL di Oristano ripristina il servizio, dopo le proteste. Serusi: “Lo potenzieremo” (Linkoristano  28/01/2022)

L’associazione Komunque Donne denuncia la drammatica situazione dell’Hospice.

Si può rimanere indifferenti di fronte a chi letteralmente muore di dolore?

Evidentemente sì, se chi dovrebbe garantire il sollievo delle cure palliative non fa di tutto per metterle a disposizione dei pazienti.  Da giorni l’associazione “Komunque Donne” riceve segnalazioni e richieste d’aiuto da persone con patologia oncologica che necessitano di cure palliative, ma la situazione a Oristano è ormai fuori controllo.

 

L’hospice “Dottoressa Angela Nonnis” (6 posti letto sempre occupati) e cento pazienti in ADI sono seguiti da un palliativista in tutta la provincia, da Laconi a Bosa per intenderci. Non casualmente la nostra associazione ha donato l’altro anno una macchina per il trasporto di personale e farmaci.  L’assistenza a tutte queste persone è affidata a due soli medici che turnano: l’anestesista Giuseppe Obinu e l’oncologa Filomena Panzone. In questi giorni la dottoressa Panzone è assente e tutto il carico di lavoro è affidato al dottor Giuseppe Obinu, che è autorizzato a svolgere in Hospice e Adi 6 ore settimanali (generalmente va in Hospice 3 giorni alla settimana per 2 ore).

 

Entrambi i medici sono unanimemente descritti come “angeli sulla terra”, così come gli infermieri e il personale tutto, ma non sono ancora attrezzati per i miracoli e così, pur con tutta la buona volontà, Giuseppe Obinu, direttore sanitario dell’Hospice e medico in solitaria, in questi giorni non può umanamente seguire tutti i pazienti e le pazienti.

Scartando l’ipotesi di un suo meritato dono dell’ ubiquità, è ormai imprescindibile, indispensabile, civile poterlo avere per più ore, oppure dotare l’Hospice e l’Adi di altre figure professionali palliativiste che restituiscano dignità e fiducia a chi soffre.

L’alternativa alle cure domiciliari, oltre l’Hospice che accoglie in camere singole e con tutte le cure possibili ma ha appunto solo 6 posti, è l’ospedale, ultimamente impraticabile causa Covid per chi ha già patologie importanti.

Come associazione vorremmo poter dare risposte, ma non ne abbiamo.

Possiamo solo sperare che chi può fare qualcosa guardi le persone che hanno dolori inimmaginabili senza distogliere lo sguardo e agisca in modo concreto ed immediato. Perché il dolore, soprattutto se non finalizzato alla guarigione, è davvero insopportabile.

Maria Delogu
presidente dell’associazione “Komunque Donne”

Una stella per donare

Anche quest’anno il Garden Casula di Nuraxinieddu promuove “Una stella per donare” l’iniziativa  che destinerà parte del ricavato delle vendite  della Stella di Natale Princettia a “Komunque Donne odv” Associazione di volontariato di auto mutuo aiuto per donne con tumore al seno.

Questa campagna avrà inizio Sabato 4 Dicembre e si protrarrà fino a Venerdì 24 Dicembre 2021.
Grazie a tutti!
Vi aspettiamo numerosi !!